“Adotta un Sentiero” nelle Valli del Natisone

 

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L’iniziativa “Adotta un Sentiero”, inventata altrove e avviata qui nel 2015, cerca di migliorare sempre più la pulizia dei sentieri storici esistenti attraverso il coinvolgimento degli ospiti, degli operatori turistici e dei privati cittadini. Se desideri adottare un solo tratto o anche uno dei sentieri più belli delle Valli del Natisone, ottenerne benefici di promozione e tutelare le risorse al tempo stesso, puoi chiedere informazioni telefonando alla nostra Infoline: ++39-348-0438-828.

Un saluto a presto!

Lo Staff


Il Sentiero della Regina Vida

regina vida castello ahrensperg stazione terapia forestale valli del natisone friuli venezia giulia - mappa

STRALCIO CARTA ESCURSIONISTICA TABACCO  1:25000

I CASTELLI PATRIARCALI TRA FRIULI E SLOVENIA

Castello di Ahrensperg  <–> castello di Antro (grotta/chiesa di San Giovanni) -<–> Antro   <–> Ponte romano  <–> Biacis lastra della Banka d’Antro  < — > Castello di Ahrensperg

DISLIVELLO: 200 MT.

LUNGHEZZA: 1,50 KM

DIFFICOLTA’ SENTIERO: ESCURSIONISTICO

ADOTTANTE: GIOVANNI BIASATTI

LA SAGA DEL SENTIERO

Antiche memorie risalgono ad un fatto accorso durante l’occupazione del Friuli degli Unni di Attila. Pre Sef Cargnello nel suo libro Saghe furlane edito da Glesie Furlane nel 2009 nella collana Cjargnei cence dius (isbn: 978-88-6064-042-o) nel racconto La regjine dal landri il fatto lo ambienta, invece, durante l’occupazione del ducato longobardo di Cividale da parte di re franco Carlo chiamando la regina Todulinde.

Si narra, infatti, che una principessa di nome Vida che risiedeva nel castello di Ahrensperg, che sorge poco più in basso del castello di Antro, allorquando giunse voce che stava per arrivare Attila con i suoi guerrieri, avendo notizie delle atrocità che commetteva lungo il cammino, radunò la sua gente ed ordinò loro di rifugiarsi, con tutti gli averi, gli animali ed il frumento, nella grotta fortificata di San Giovanni d’Antro. Qui trovarono disponibili l’acqua del terrente interno alla grotta, una molla per macinare il grano ed un forno per cuocere il cibo. Quando Attila arrivò nelle valli del Natisone, trovò tutti i paesi deserti. Dopo attente ricerche si rese conto che la popolazione si era asserragliata nella grotta. Non riuscendo a raggiungere il rifugio per la sua posizione alla metà di una parete di roccia verticale, ordinò che venisse posto l’assedio al fine di ottenere la resa per fame. Dopo diversi mesi di isolamento, dentro la grotta stavano finendo i viveri e le razioni di pane erano ridotte al minimo necessario. Quando rimase disponibile solo un sacco di frumento, la regina Vida pensò di utilizzarlo per ingannare il capo Unno. Svuotò il sacco gettando il contenuto dalla rupe urlando che aveva a disposizione ancora tanti sacchi quanti erano i chicchi di grano dispersi. Alla vista di quello spreco, Attila credette che gli assediati avessero a disposizione un gran numero di provviste, che potevano reperire grazie ad un’uscita nascosta della grotta, e pose fine all’assedio.

Così, mentre Attila ed i suoi guerrieri si avviavano verso la pianura friulana, la regina Vida con la sua gente potè rientrare nei borghi abbandonati delle Valli.

A riprova dei fatti esiste ancora in loco, nei pressi del coro della chiesetta, una cavità circolare dove girava una mola per macinare il grano e poco distante da questo un altro vano ove si faceva cuocere il pane.

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L’attacco del Sentiero

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I chiaroscuri del bosco (in Aprile)

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Piccolo guado

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La pendenza-tipo (falsopiano)